Decreto Romani su rinnovabili: salta il tetto per fotovoltaico. Legambiente: “Bene ma ancora troppe norme ‘blocca-rinnovabili'

Decreto Romani su rinnovabili: salta il tetto per fotovoltaico. Legambiente: “Bene ma ancora troppe norme ‘blocca-rinnovabili'

“Bene che il Ministro Prestigiacomo tolga il tetto di 8mila Mw per la produzione di energia fotovoltaica, ma non basta a salvare decine di migliaia di posti di lavoro e lo sviluppo dell’imprenditoria legata alle energie pulite”. Così Legambiente commenta la dichiarazione del Ministro dell’Ambiente in merito al cosiddetto dlgs Rinnovabiliche, dopo il pre-consiglio di oggi, approderà in Consiglio dei ministri giovedì 3 marzo. “Ci chiediamo se il Ministro Calderoli abbia davvero letto i contenuti del decreto legislativo con cui si vieta ai regolamenti comunali e alle leggi regionali di intervenire autonomamente in materia di rinnovabili – ha commentato Edoardo Zanchini, responsabile Energia e infrastrutture di Legambiente –.

 

{affiliatetextads 1,,_plugin}Il paradosso è che, a partire dall’approvazione del provvedimento, le leggi approvate in Piemonte e in Lombardia, come in centinaia di comuni del Nord Italia, diverranno di colpo illegittime, poiché questi territori improvvisamente si troveranno a possedere standard  superiori rispetto a quelli consentiti dal Governo e quindi saranno automaticamente cancellati. Il Decreto Romani, in totale incoerenza con il proclami federalisti del Governo, costituisce infatti, una norma assolutamente centralista che non consente ai territori alcuna libertà di crescita e scelta di sviluppo di fonti rinnovabili in edilizia.

E’ per questo che Legambiente chiederà alle Regioni di fare ricorso alla Corte Costituzionale per continuare a far sì che i territori interessati possano invece accrescere lo sviluppo delle energie pulite come ritengono più opportuno”.