Gheddafi in fuga. Dall'Italia continua il silenzio assordante

Gheddafi in fuga. Dall'Italia continua il silenzio assordante

Periodo sfortunato per il premier italiano, Silvio Berlusconi. Tutti i suoi migliori amici sono stati gentilmente fatti accomodare alla porta dopo decenni di regime e sopraffazioni alle spalle della povera gente. Certo c'è da dire che Berlusconi le amicizie se le cercava con il lanternino, Ben Alì che è stato cacciato dalla Tunisia che governava da molti decenni, Mubarak cacciato dall'Egitto dopo altrettanti decenni di regime e pare che ora la stessa sorte stia toccando all'amicone personale Gheddafi. Vi è infatti una estesa e strutturale rivolta del popolo libico contro il regime tanto che secondo le ultime notizie il ràs sarebbe addiriturra partito dalla Libia per raggiungere un Paese straniero.

Palazzi Governativi incendiati anche a Tripoli, Bengasi e Manama sono oramai fuori dal controllo governativo, i più importanti ambasciatori della Libia nel mondo si sono dimessi dal loro incarico come segno di protesta verso la dura repressione delle forze governative che avrebbero causato circa 300 morti in pochi giorni. Gheddafi, amico stretto di Berlusconi e amante del Bunga Bunga come il nostro Premier, non più di qualche mese fa visitò il nostro Paese accolto da tutti gli onori. Visita condita da stravaganze come le famose tende da beduino piazzate nel centro di Roma, eserciti di Ninfe a guardia del Ràs e stuoli di carabinieri a cavallo che facevano il saluto al dittatore nemmeno fosse il capo di Stato più importante al mondo.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Una regia organizzata nei più minimi particolari con tanto di televisione italiana pubblica diretta a riprendere ogni momento dei colloqui tra Berlusconi e Gheddafi, ovazione della RAI a quello che sembrava essere un grande momento di politica estera. Non tralasciando anche le agenzie che selezionavano modelle da inviare alla corte del dittatore libico. Un rapporto molto stretto quindi quello tra Gheddafi e Berlusconi anche per via degli interessi finanziari che la famiglia libica aveva in italia. Dal calcio fino ad arrivare alla Unicredit che ricordiamo pochi mesi fa cambiò management anche sotto la pressione Lega Nord sempre più contenta di entrare nei grandi salotti finanziari che contano.

Lo stato italiano, su iniziativa di Berlusconi ha pagato alla Libia miliardi di euro per acquistare la fiducia del dittatore in operazioni che sinceramente stentano a trovare motivazioni logiche. Ma si sa che la politica estera di Berlusconi è soprattutto politica personale visto che nelle operazioni dell'Italia con le nazioni quali la Libia, l'Egitto e la Russia non tutto è chiaro. Con la scusa dei rapporti commerciali di Stato molto spesso si gestiscono probabilmente affari privati. Come dimenticare infatti le operazioni di Berlusconi con Putin e le visite, pagate ovviamente con i soldi pubblici, di cui non se ne conoscono le motivazioni? Insomma, una rete di rapporti che Berlusconi ha tessuto negli anni con i peggiori dittatori del Mediterraneo che fortunatamente, si è dissolta come neve al sole.

A Berlusconi e all'Italia rimane solo una cosa di tutto questo, la vergogna di aver sostenuto certa gente e la vergogna di non aver preso come nazione, posizione sul massacro che Gheddafi prima di gettare la spugna ha compiuto sulla popolazione inerme tramite mercenari africani arruolati appositamente per uccidere. Ma si sa, Berlusconi alla Privacy ci tiene e per queste ragioni ha dichiarato che non intedeva "disturbare" l'amico.