L'Italia come la Corea del Nord. Berlusconi crede di essere la personificazione dello Stato. Di Antonio Forte

L'Italia come la Corea del Nord. Berlusconi crede di essere la personificazione dello Stato. Di Antonio Forte

In Italia benchè la destra rimasta a sostenere un leader insostenibile dica tutti i giorni di voler dare il via alla rivoluzione liberale nemmeno fossimo negli anni di Giolitti procede lentamente verso la costruzione dei un regime totalitaristico. Nella visione ovviamente malata di Berlusconi e di chi lo sostiene il leader e lo Stato sono la stessa identica cosa. Il leader rappresentante istituzionale della nazione è in realtà colui che usa e piega le istituzioni al proprio volere perchè effettivamente è difficile oggi tracciare la linea netta per rimarcare dove finisce la proprietà del Cavalierec e dove inizia la pubblica amministrazione e l'Istituzione, con la I maiuscola. D'altronde se così non fosse non si riterrebbe nemmeno il migliore amico di Mubarak, Ben Alì, Putin e Gheddafi.

Parlamento, Magistratura e Corte Costituzionale sono enti inutili. Zavorre, pesi che mettono i bastoni tra le ruote alla sua azione ipocrita quotidiana condita dalla solita propaganda. Chi è con lui è un liberale amante della libertà (di delinquere?) chi è contro di lui è un comunista che usa i propri poteri per eliminare un avversario politico. Chi indaga nelle malefatte di Verdini e dei politici del PDL è in realtà un bolscevico che vuole sfruttare la famosa "giustizia a orologeria" per colpire il Presidente.

Il Presidente del Consiglio nella sua visione distorta della politica è il capo supremo che non deve dar conto delle proprie azioni a nessuno. Il Bilancio della Presidenza del Consiglio è oramai segreto di stato, la scorta è stata elevata al rango di agenti segreti, delle assunzioni a migliaia nello staff presidenziale non se ne parla, i conti sono fuori controllo e gli aerei di stato ospitano regolarmente Vittorio Sgarbi con annesse "signorine con una spiccata propensione ai rapporti umani". Poco importa se il resto del Paese non arriva a fine mese, l'importante è che il Ràs e la sua corte abbiano tutte le comodità possibili.

All'uomo solo al comando non serve la Corte Costituzionale. Ciò che lui decide e dispone è sicuramente giusto. I suoi problemi giudiziari sono i problemi dello Stato e così si usano le istituzioni pubbliche per la risoluzione dei problemi che per ovvi motivi non sono più privati. Se qualcuno degli organi costituzionali si permette di dichiararsi autonomo e di agire secondo la legge per il capo supremo non va bene. L'organo ribelle deve essere piegato anch'esso al fine privatistico del Capo. In questo quadro nasce l'idea del Soviet Supremo Silvio Berlusconi di riformare la Corte Costituzionale per rendarla compatibile ai suoi fini personali oramai diventati fini di Stato.

E' chiaro che la demenza senile comunque si fa sentire visto che con un partito che sta sul 26% si è spinto addirittura a esternare la sua volontà di modificare la Corte Costituzionale perchè a suo dire, boccerebbe delle leggi giustissime. Sinceramente è una dichiarazione che si spiega con la naturale morte delle cellule neurali visto che una eventuale legge costituzionale avrebbe un iter lunghissimo se si partisse già da ora e bene o male arriveremmo sicuramente al 2013. Dopo ci dovrebbe essere il referendum senza quorum dove una schifezza del genere non avrebbe alcuna possibilità di essere accolta dal popolo. Sempre che il capo dello Stato non la bolli prima. Insomma Berlusconi l'ha sparata grossa.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Ma la situazione non è comunque positivissima. Ci sono parlamentari che stanno facendo la fila per arruolarsi nei "responsabili". Gente senza pudore, vergogna e senza la minima considerazione di se stessi e del loro ruolo visto che un tizio di cui non oso nemmeno pronunciare il nome tanto è lo schifo poche ore fa ha dichiarato di essersi riavvicinato a Berlusconi dopo la permanenza in FLI perchè fa parte dei salesiani proprio come il Cavaliere. Si prende la scusa dei salesiani per tornare a sostenere uno che giorno 6 Aprile andrà a processo per sfruttamento della prostituzione minorile. Ma è chiaro che in queste dinamiche rientra il potere finanziario comunque inattaccabile che possiede il Presidente del Consiglio. Perchè mi pare ovvio che le prostitute politiche non puntino alla rielezione ma a preservarsi un paio d'anni di lauto stipendio. Nel 2013 il gruppo dei responsabili non troverà posto ovviamente nelle liste del PDL perchè il PDL dovrà garantire la rielezione innanzitutto ai fedelissimi e con un partito che a stento raggiungerà il 26% quanti di questi sperano di essere rieletti. I responsabili potranno farsi una lista di supporto, ma chi pensano davvero di rappresentare? Come faranno a raggiungere  il 4% alla Camera e l'8% al Senato? E quindi muoia sansone e tutti i filistei, muoia il Paese e tutti gli italiani, basta che il conto in banca di questi signori sia abbastanza gonfio da consentirli di vivere da Pascià dopo la dipartita finale.

Intanto nel mondo le cose vanno un po meglio. Due dei suoi più cari amici sono già spariti (Mubarak e Ben Alì) e il terzo, amatissimo Gheddafi non ha vita (politicamente parlando) lunga. Anzi fa specie che il Governo italiano con un centinaio di morti in Libia non abbia il potere nè l'autorità di condannare tutta questa violenza. Ma d'altronde cosa ci aspettavamo da chi, nel mondo occidentale, ha raccolto amicizie solo tra dittatori?

Tutti amanti del bunga bunga ovviamente.