TARANTO - «Ancora una volta siamo stati umiliati: il Cipe questa mattina (ieri - ndr) ha dato il via libera ad un corposo programma di investimenti nel settore delle infrastrutture. Tra queste opere, però, non figura la piastra logistica di Taranto: un altro schiaffo alla terra ionica». E’ lo stesso presidente della Provincia, Gianni Florido, a rendere noto il nuovo stop al finanziamento della piastra logistica nell’area del porto. Ma interviene anche Ludovico Vico, deputato del Pd, per dire che «il Sud, la Puglia e Taranto sono ormai sistematicamente esclusi dall’agenda del Governo.

Aggiunge Florido: «Proprio nei giorni scorsi, parlando di porto, più interventi avevano sottolineato come una risposta positiva sulla piastra logistica al Cipe avrebbe significato rilancio delle attività infrastrutturali e ripresa per uno scalo alle prese con la crisi. Solo per fare un’esempio la cassa integrazione a rotazione per i circa 500 dipendenti della società Taranto container terminal (Gruppo Evergreen) che insieme alla Hutchison gestisce le operazioni di carico e scarico delle merci da navi container al terminal portuale (molo polisettoriale)».

«La piastra logistica - rileva Florido - prevede un investimento già assegnato di circa 200 milioni di euro. Tale provvedimento riguarda anche il raddoppio del quarto sporgente e la possibilità di avere a disposizione nuove aree e fondali adeguati per far attraccare le navi di ultima generazione. La scelta del Cipe di non affrontare questo argomento e di rinviarne quindi la discussione appare ancora più immotivata se consideriamo che molte delle opere che oggi (ieri - ndr) hanno ottenuto il via libera interessano essenzialmente il Nord del Paese. Basta scorrere l’elenco - prosegue Florido - per accorgersene: dalla linea ferroviaria Rho-Gallarate ai progetti riguardanti l’Expo di Milano del 2015 ai collegamenti viari per il porto di Ancona».

A questo punto Florido ritiene necessario per Taranto giocare le uniche carte che restano sul tavolo delle vertenze nazionali. «Di fronte a queste scelte - sottolinea - occorre reagire in maniera compatta e con fermezza. Stiamo lavorando alla bozza che presto porteremo all’attenzione della Consulta per lo sviluppo per avviare quella che abbiamo definito la nuova vertenza Taranto».

{affiliatetextads 1,,_plugin}E Vico rincara la dose affermando: «Il Cipe esclude sistematicamente il Mezzogiorno e punisce la Puglia e Taranto. Ieri il Cipe ha preso atto dell’informativa del ministro delle Infrastrutture ma non menziona assolutamente Taranto. Nonostante da otto mesi il Dipartimento delle infrastrutture annunci nelle audizioni l’iscrizione al pre-Cipe, questo non è mai avvenuto. Ma è anche offesa la Puglia visto che non è stato approvato, nè iscritto il Par-Fas pugliese e non è neanche iscritto, nè approvato il tratto dell’alta velocità Napoli- Bari. E potremmo continuare - sottolinea il deputato del Pd - evidenziando che non è neanche iscritto, nè approvato il tratto dell’alta velocità fra Napoli e Bari. Di contro, le approvazioni strategiche riguardano Rho, Gallarate, Milano Due Cologno Nord, Milano Tre San Donato. A tutto ciò, che pure non è affatto poco, si aggiunga infine che nel primo stralcio del programma straordinario per interventi urgenti sul patrimonio scolastico, pari a 358 milioni di euro, il 60 per cento riguarda il Nord mentre il ministero dell’Economia non ha ancora rilasciato il decreto sulle Zone franche urbane, che è fermo da 60 giorni. A questo punto, se deve esserci un’iniziativa di Taranto, questa - osserva Vico - non può che coinvolgere anche la Regione. Abbiamo una priorità da salvaguardare: che il Governo ci dia almeno i soldi che spettano ai nostri progetti».

(Foto - Il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli del Pdl) - lagazzettadelmezzogiorno.it