http://www.iltaccoditalia.info/public/fitto%20ap.jpgChe il Governo sia filo nordista lo si sapeva già, non è certo un caso che nei dicasteri più importanti ci siano ministri del nord Italia oltre ovviamente al Presidente del Consiglio che è di Milano. Allo sviluppo economico c'era Claudio Scajola (Imperia) ora dimessosi in seguito allo scandalo Anemone, agli esteri invece c'è Franco Frattini (Bolzano), agli interni Roberto Maroni (Varese), alla difesa Ignazio La Russa (Milano), all'economia Giulio Tremonti (Pavia), alle infrastrutture Altero Matteoli (Toscana), Giancarlo Galan (Padova) all'agricoltura, al Lavoro e alle Politiche Sociali Maurizio Sacconi ( Treviso), alla Salute Ferruccio Fazio (Cuneo), all'università e alla ricerca Mariastella Gelmini (Brescia), ai beni culturali Sandro Bondi (Firenze). E finiti i ministeri con portafoglio ci sono quelli che possiamo definire come "minori" ma nei quali la Lega Nord ha un ruolo anche qui prebonderante con Calderoli (Bergamo), Michela Vittoria Brambilla (Lecco), Umberto Bossi (Varese), Renato Brunetta (Venezia), Andrea Ronchi (Perugia, ma eletto in Lombardia)...

Su 23 ministri quindi ben 16 sono del Nord mentre i restanti 7 sono del Sud. A questo dato possiamo aggiungere che su 13 ministeri importanti con portafoglio solo 2 sono affidati al Sud, più precisamente alla Prestigiacomo (pessimo ministro tra le altre cose) e ad Angelino Alfano entrambi siciliani. Al centro-sud poi restano altri ministeri senza portafogli che effettivamente non servono a nulla come quello dello dei Rapporti con il Parlamento, come quello per l'Attuazione del Programma, per i Rapporti con le Regioni (il nostro Fitto).

Ebbene, con tutta questa premessa è molto semplice capire che l'attività del Governo è assolutamente pro Nord a partire dalle infrastrutture per arrivare all'agricoltura passando attraverso i fondi FAS, la ricerca, l'istruzione e l'università. Non è chiaramente una situazione degna di un Paese civile ma con ministri di stampo nordista tutto questa era facilmente prevedibile. Non è altrettanto facile capire invece le motivazioni che fanno del ministro Fitto il più fervente anti-meridionale visto che è stato eletto in Puglia ed è originario di Maglie che di certo non è un comune della Val Camonica. Non ha mai alzato la voce per difendere gli interessi del Sud, anzi si è sempre appiattito sugli interessi delle Regioni del Nord visto che non ricordiamo alcuna sua iniziativa a favore:

1) dell'agricoltura

2) delle infrastrutture

3) dell' università

{affiliatetextads 1,,_plugin}Anzi, è impossibile non ricordare che proprio Zaia ex ministro leghista dell'agricoltura fu quello che spese i fondi destinati al Sud per pagare le multe delle quote latte degli allevatori del nord e per acquistare migliaia di forme di Grana Padano per supportare sempre i redditi degli allevatori. E' impossibile non ricordare che proprio il governo Berlusconi sta negando 3 miliardi di euro di fondi FAS alla Puglia per pagare infrastrutture e spese destinate al Nord Italia, e' impossibile non ricordare come giornalmente il Sud venga scippato da eurostar, aerei e fondi per i porti. Basta ricordare la tragicomica faccenda della frana di Montaguto dove per settimane il Governo tutto con Fitto in testa hanno fatto finta di non vedere. Ed è semplice anche ricordare come Fitto niente stia facendo per aiutare gli atenei del Sud Lecce in primis visto i tagli considerevoli e senza senso che il dicastero del Nord retto dalla Gelmini sta facendo alle università meridionali. Anzi, il ministro Fitto proprio oggi ha detto alla stampa che praticamente fanno bene a tagliare i fondi e non si è nemmeno presentato ad un incontro con l'Università (per la verità nemmeno Mantovano è andato) perchè a suo dire l'ente stava protestando contro il Governo.

Ma scusi ministro, se il Governo Berlusconi taglia i fondi all'università del Sud, a Lecce con chi se la devono prendere? Con l'opposizione? Un comportamento quello di Fitto veramente incredibile, ma si sa che i più ferventi sostenitori della lega nord sono proprio i meridionali trapiantati al Nord. Visto che nelle città dove la Lega è nata (Venezia, Lecco, Lodi) non la votano più, perchè evidentemente conoscono molto bene i soggetti.