Scuole, piscine, ospedali  gli affari di Anemone e soci

Hanno sversato cemento a tonnellate tra Roma e la sua provincia, gli imprenditori del giro Anemone. Hanno gettato fondamenta e alzato campate in centro storico, poi sul litorale. Si sono allargati verso Zagarolo (una scuola), Nettuno (alle "Opere pubbliche" di Francesco Maria Piscicelli è stata affidata un'ala della scuola di polizia), hanno sconfinato a Formia (la caserma della guardia di finanza). Sì, hanno preso appalti a mani basse, in tutto il Lazio. A una prima stima, che si desume tarando le carte raccolte dalla Procura di Perugia, la banda dei costruttori della Protezione civile si è aggiudicata nella capitale e nella sua immediata periferia 12 appalti negli ultimi quattro anni.

Per un valore complessivo di 300 milioni. Per altri sei lavori gli imprenditori privilegiati si sono attivati, come hanno rivelato le intercettazioni di polizia: il nuovo aeroporto di Frosinone (qui è intervenuta la Btp del fiorentino Riccardo Fusi), poi diversi appalti per il porto di Civitavecchia. Ma quei cantieri non sono mai partiti e l'arrivo dei magistrati ha fermato nuovi profitti.

Gli edili di Bertolaso, Anemone in testa con le sue Cosport, Tecnocos e Redim, hanno lavorato molto con il pubblico grazie al rapporto di ferro saldato con l'ex provveditore del Lazio Angelo Balducci. Si sono presi ospedali come lo Spallanzani, all'interno del quale hanno edificato l'ambizioso progetto Anti-Sars (una partita da 80 milioni). Poi dépendance del Senato, con undici appartamenti da ristrutturare in largo Toniolo affidati all'architetto Angelo Zampolini, progettista vero, utilizzato in surplus da Diego Anemone come riciclatore delle tangenti del gruppo. I costruttori privilegiati si sono lanciati, poi, su piccoli lavori nelle scuole di provincia: i funzionari Maria Pia Forleo ed Enrico Bentivoglio, fidati di Balducci, alla vigilia dell'ultimo capodanno hanno assegnato a Diego Anemone (Anemone costruzioni srl) e al padre (Tecno Edil srl) l'edificazione della nuova scuola di Zagarolo: un appaltino da 2,8 milioni di euro, assegnato senza attendere i termini di legge minimi per eventuali ricorsi. La Italwork consorzio, seconda alla gara, si è già presentata al Tar. Per offrire il miglior ribasso gli architetti di Anemone avevano stornato dall'offerta fogne, porte di sicurezza, rilevazioni dei fumi, calcoli strutturali del cemento armato.

{affiliatetextads 1,,_plugin}La banda delle emergenze ha lavorato fianco a fianco con lo sport, Coni Servizi nello specifico. Anemone ha costruito per 28 milioni e con un anno di ritardo il Centrale del tennis, dove in queste ore si sta svolgendo l'edizione numero 80 degli Internazionali. Lo stesso gruppo ha fatto suo il secondo lavoro nell'area del Foro Italico: il Museo dello sport, spostato da Tor Vergata all'ex aula bunker. Il riciclatore Zampolini ha messo la firma, poi, sul "triplete" dello scandalo: le piscine pubbliche di Ostia, Valco San Paolo e Pietralata. Qui siamo ampiamente oltre i cento milioni di spesa, due poli su tre sono chiusi e Valco San Paolo è stato affidato - con esiti disastrosi - ancora alle Opere pubbliche spa di Piscicelli. L'impianto natatorio di Pietralata, aperto in queste settimane, è stato un affare riservato alla Cogei di Roberto Petrassi. Un altro del giro.

Il Polo di Ostia è stato a lungo al centro di una guerra tra il costruttore Marziali e il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli. Come merce di scambio l'imprenditore, tutt'oggi creditore di 8 milioni, ha ottenuto dal commissario per "Roma 2009" Claudio Rinaldi la ristrutturazione del vicino Palafjilkam: un risarcimento da 5,7 milioni. Quando i comitati locali hanno segnalato l'ennesima gara anomala il bando è stato bloccato. Ecco, non c'è solo il Salaria Sport Village con i suoi 38 milioni di investimento tra le opere romane degli Anemone boys. L'instancabile Piscicelli, per esempio, ha volteggiato per giorni attorno agli uomini fidati di Gianni Alemanno per ottenere la sistemazione della sede Istat di Roma, ma la fine dei fondi per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia ha fermato ogni velleità. Interessante è la storia della Pinacoteca Propaganda Fide, allocata in piazza di Spagna, considerata "zona vaticana". Monsignor Crescenzio Sepe ottenne dal gentiluomo del Papa, Angelo Balducci, l'avvio di una profonda ristrutturazione con regole da Protezione civile. La direzione della pinacoteca, era deciso, sarebbe stata affidata alla moglie del ministro Scajola, Maria Teresa Verda. La grande fabbrica, però, non ha mai aperto.

(C) Repubblica.it - http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/05/08/news/gli_affari_di_anemone_e_soci-3904606/