“La decisione di ricominciare con il nucleare è assolutamente doverosa”. Lo ha chiarito il premier Silvio Berlusconi, parlando in conferenza stampa con il presidente francese Nicolas Sarkozy all’Eliseo. “Abbiamo la necessità di convincere i cittadini delle zone dove verranno costruite le centrali che sono sicure”, ha proseguito il presidente del Consiglio, che ha annunciato: “Pensiamo di fare una preparazione attraverso una collaborazione con la tv francese per intervistare i cittadini che vivono vicino alle centrali nucleari”. Sono proprio sette accordi in materia di nucleare, tra i quali un memorandum d’intesa per la costruzione di reattori tra Areva e Ansaldo, a costituire il piatto forte del vertice italo-francese cominciato stamani a Parigi. Berlusconi e Sarkozy sono intenzionati a implementare l’accordo di partenariato stabile sulla cooperazione nucleare firmato l’anno scorso.

La Francia guarda infatti con grande interesse all’intenzione italiana di ricorrere nuovamente all’atomica per soddisfare almeno il 25 per cento del proprio fabbisogno energetico. E l’intesa Areva-Ansaldo, che coinvolgerà anche Edf e Enel,Non è ancora possibile, secondo quanto riferiscono le parti, definire la localizzazione dei siti nucleari
perché c’è ancora da attendere la conclusione dell’iter normativo. Tuttavia, sicuramente al summit dai ministri competenti saranno fatte le prime ipotesi concrete. Previste poi, secondo quanto riferisce la Farnesina, intese sulla formazione di tecnici e la ricerca, la collaborazione nella sicurezza nucleare (radioprotezione e scorie) e nelle esportazioni verso i mercati esteri già interessati alla nascita del nuovo polo energetico. dovrebbe proprio dare il via libera alla costruzione delle nuove centrali nel nostro Paese.
{affiliatetextads 1,,_plugin}Oltre a una serie di intese di ordine commerciale e industriale, tra le quali spicca una collaborazione tra Sncf e le Ferrovie dello Stato, Italia e Francia daranno vita a una brigata congiunta che fungerà da unità di pronto intervento nelle zone di montagna. Una cooperazione a livello militare per ora poco più che simbolica ma sottolineata in un’intervista a Le Figaro dal ministro degli Esteri Franco Frattini come un primo passo verso la creazione di un esercito europeo. “Se l’Europa vuole diventare credibile nella lotta al terrorismo, la stabilizzazione delle aree di crisi e la sicurezza nucleare – ha spiegato il titolare della Farnesina -, l’Europa deve diventare produttrice di sicurezza e non affidarsi solamente a quella prodotta dagli Stati Uniti”. I cinquemila soldati che faranno parte della brigata saranno ospitati dalle caserme di Torino e Vars.