04 / 02 / 2010 - Il ministro dell’Interno ha spiegato al termine del Consiglio dei ministri che non ci sono i tempi per emanare un decreto legge. «Bologna non andrà al voto il 28 e 29 di marzo perchè le dimissioni del sindaco sono avvenute oltre il termine utile» ha poi detto Maroni. «Ho portato al Consiglio dei ministri una relazione – ha detto – che ha analizzato la questione tecnica e che mi ha portato a constatare che non ci sono i tempi per emanare un decreto legge che consenta di accorpare l’elezione a Bologna con il turno del 28 e 29 marzo».

«L’intervento del governo con un decreto legge non è possibile – ha continuato – per ragioni tecniche e giuridiche e questa decisione è suffragata da un parere importante dell’Avvocatura dello Stato sulla base anche di precedenti giurisprudenziali della Cassazione che ritiene che non si possa con un decreto legge intervenire dopo la presenzatione delle dimissioni per ridurre i termini. Si è fatto in passato prima, ma non si può fare dopo».

{affiliatetextads 1,,_plugin}Maroni ha poi aggiunto che «il Parlamento naturalmente è sovrano e se lo riterrà potrà approvare una modifica legislativa all’attuale normativa in materia di enti locali per far andare Bologna e altri 4 comuni, che nel frattempo si sono sciolti, ad un eventuale turno supplettivo in primavera o in autunno. Senza questo intervento legislativo da parte del Parlamento le elezioni si faranno nel turno ordinario e cioè nel 2011

Fonte: Ministero dell’Interno