Proprio pochi minuti fa il Presidente del Senato ha parlato dicendo che se dovessero continuare le fibrillazioni della maggioranza è necessario che si ritorni al voto. Fa ridere questa posizione, detta dalla seconda carica dello Stato espressione di una maggioranza politica che vanta più di 100 parlamentari di magioranza. Se non si riesce a governare con una maggioranza tanto bulgara allora due sono le cose, o il Governo è fatto da persone incompetenti o è fatto da persone che hanno tutti da salvaguardare il loro orticello entrando in conflitto gli uni con gli altri per i loro interessi a discapito di quelli generali bloccando l'attività governativa. Io direi metà e metà.

Nel caos politico tutto interno alla maggioranza con circa 30 votazion di fiducia in nemmeno 1 anno e mezzo di legislatura, con un Presidente della Camera che si smarca dall'azione di delegittimazione del Parlamento, con un membro del Governo indagato per Camorra arriva la liberalizzazione là dove non serve, nella gestione delle acque che tutti beviamo.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Gli interessi sono molti, l'oro bianco porta troppi soldi. L'Italia è il primo consumatore al mondo addirittura di acqua in bottiglia. Gli interessi si aggirano su chissà quante decine di miliardi di euro. Il Governo decide quindi di privatizzare la gestione delle acque pubbliche, venendo meno al principio sanciti internazionalmente dell' "acqua bene pubblico". A dire la verità questa sarà una battaglia di forte conflitto sia politico che sociale. La Lega voterà la fiducia (si sa che scodinzola in continuazione) al decreto ma già anticipa che la legge di privatizzazione dovrà essere modificata. Difatti proprio l'anno scorso anche la Lombardia si era espressa contro la privatizzazione degli Acquedotti. Migliaia di persone si sono riunite ieri in provincia di Agrigento per dibattere contro questa forzatura.

In Puglia siamo già avanti nella battaglia, pochi giorni fa la Giunta Regionale ha deciso di impugnare dinnanzi la corte costituzionale la legge di privatizzazione che varerà il Governo entro fine novembre e tra poche settimane dovrebbe essere approvata la legge che trasforma l'Acquedotto Pugliese Spa in "ente di diritto pubblico" tralasciando l'attuale forma societaria per azioni. Difatti nel 2018 scadrà la convenzione della Regione con AQP quindi essendo l'acqua un bene primario si varerà a breve una legge che sancisce la non possibilità di cessione a privati delle gestione dell'oro bianco e degli acquedotti pugliesi. A giorni dovrebbe partire il gruppo di lavoro regionale per la definizione del testo di legge.

Il Governo si dimostra così facendo liberale là dove non dovrebbe esserlo e illiberale là dove invece dovrebbe esserlo. Nello stesso decreto che liberalizza gli acquedotti italiani infatti si è bocciata la possibilità di liberalizzare le farmacie. Di fatto la corporazione dei farmacisti è molto potente e ogni azione nei loro confronti si è rilevata vana. Come dimenticare l'azione messa in campo dalla Puglia per aumentare la concorrenza nel settore farmaceutico diminuendo il numero di persone necessarie ad aprire una farmacia? La legge è stata pochi giorni fa bocciata dalla corte costituzionale perchè fu impugnata dal ministro Fitto, che non a caso si trova ultimo per gradimento tra tutti i ministri di questo assurdo Governo.

Antonio F.