Regionali in Puglia, Rocco Palese fa fuori la Poli

Regionali in Puglia, Rocco Palese fa fuori la Poli

http://www.barilive.it/imgnews/corpo(132)(14).jpgIl capogruppo regionale di Fi in pole per la poltrona di governatore della Puglia. Anche se bisognerà aspettare mercoledì prossimo, 20 gennaio, l’ufficializzazione del Pdl e del leader Berlusconi. La candidatura di Rocco Palese alla poltrona di governatore nelle regionali del 2010 potrebbe ricevere il tanto atteso nulla-osta mercoledì prossimo. Sarebbe questo l’orientamento del premier Silvio Berlusconi che ieri sera ha incontrato il dottor Sottile del centrodestra pugliese in missione speciale nella capitale.

Per arrivare al capo cinto d’alloro dello stakanovista e indistruttibile capogruppo di Fi-Pdl alla Regione Puglia – la cui investitura conserva comunque ancora il condizionale d’obbligo in politica – si è attivata una complicata e ramificata rete di supporter di peso alla corte del Cavaliere che, come è ovvio, non disdegna certo di vincere nella regione laboratorio di D’Alema e Casini e che il centrodestra, cinque anni fa, perse per circa 14 mila voti a favore di Nichi Vendola su Raffaele Fitto.

Una regione strategica, dove il Pdl ha recuperato terreno alle ultime amministrative, ma dove ancora è da compiersi il miracolo vero e proprio della ripresa in termini di governo (il Popolo delle Libertà è, in ogni caso, sempre il primo partito in Puglia), data la vittoria bis del centrosinistra a Bari con Michele Emiliano e alla Provincia di Brindisi con Massimo Ferrarese. Quest’ultima vittoria significativa per due motivazioni: la prima è che inaugura la stagione pugliese della alleanza per il Sud coagulando forze eterogenee in una inedita coalizione (Pd, Udc e “Io Sud” dell’ex signora di An, Adriana Poli Bortone) intorno ad un candidato centrista. La seconda è che Ferrarese, capo degli industriali della provincia brindisina, era, in realtà, uomo considerato molto vicino all’area di centrodestra, con particolare riferimento a quella forzista.

Un’occasione mancata, dunque, per il Pdl, frutto amaro di solitarie e personalistiche fughe in avanti all’interno della nomenclatura locale del centrodestra, ma che il partito non intende mutuare alle regionali. D’altronde la virata verso una strategia di acquietamento del fuoco amico è ben visibile dopo il faccia a faccia tra Berlusconi e Fini di ieri a pranzo.

{affiliatetextads 1,,_plugin}E anche il fuoco amico nell’ambito delle candidature per le regionali – come il documento politico dei consiglieri regionali del centrodestra - deve trovare un suo equilibrio e un progressivo disarmo in vista della impegnativa campagna elettorale che il partito del premier non ha ancora iniziato. Disinnescare le mine vaganti è oggi, per il capo del Pdl, una priorità irrinunciabile. Tanto più che il centrosinistra, nella terra degli ulivi e non solo, vive una stagione ancora confusa. E tanto più ora che il partito di Casini punta a serrare le fila al centro per rafforzare una leadership che demolisca, in vista delle politiche del 2013, la logica bipolare di Pdl e Pd. Non a caso si assiste, proprio in queste ore, all’emorragia che ha visto i Democratici Lusetti e Carra trasbordare armi e bagagli nel partito centrista dell’ex presidente della Camera. E’ su questo filo rosso che correrebbero la strada spianata al salentino Rocco Palese, quella più in salita del magistrato barese Stefano Dambruoso e quella al tramonto della senatrice Poli Bortone. Un filo che scorre e deve scorrere ben al di là della mera appartenenza del primo alla scuderia del ministro agli affari regionali, il conterraneo Fitto.

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