http://www.sergioblasi.it/wp-content/uploads/2009/05/vendola_blasi.jpgLa situazione in Puglia è lontana dal risolversi e stando alla riunione del PD di ieri probabilmente si è ingarbugliata ancora di più. La faccenda è seria e riguarda il futuro di tutti noi pugliesi e il fautore di tutta questa situazione ha un nome e un cognome, Massimo D'Alema. Il giostratore della (fallita) bicamerale degli anni 90, colui che riuscì a diventare Presidente del Consiglio senza passare dalle elezioni ma buttando a mare Prodi crede di essere il factotum della Puglia. Pensa forse che la Puglia senza il suo apporto sia una Regione allo sbando. Di panzane il Massimo ne ha prese parecchie anche in passato, come dimenticare tutto ciò che ha combinato per far candidare Florido a Taranto in contrapposizione a Stefàno sostenuto dalla sinistra radicale? Alla fine dei conti ha ricevuto una sonora sconfitta, proprio Stefàno vinse il ballottaggio con il 70% dei voti...

E poi ancora prima nel 2005 quando sosteneva Boccia, altra sonora sconfitta per baffetto. Effettivamente lui non è che sia un uomo infallibile e ritengo nella mia ignoranza nonchè ingenuità politica che dopo gli errori del passato già enunciati qualsiasi uomo politico sarebbe stato destinato all'oblio se non fosse coperto dall'antica pratica del culto della personalità {affiliatetextads 1,,_plugin}del vecchio PCI. Il punto ora è uno, Blasi in passato uomo molto vicino a D'Alema che da ieri possiamo definirlo come "un uomo di D'Alema" sta andando contro il suo programma per la segreteria. Cosi' come Minervini ed Emiliano ha fatto la campagna elettorale per diventare segretario regionale dando pieno appoggio a Nichi Vendola. Eppure una volta vinta la battaglia tutta interna al PD ha cambiato posizione andando incontro alle tesi di Massimo D'Alema. La posizione di ieri è stata mitigata dai buoni Emiliano e Minervini, altrimenti sarebbe stata molto piu' dura con una vera e propria candidatura alternativa.

Dal Boccia di turno che prende i caffè con D'Ambrosio e che ancora sente scottare la sconfitta alle primarie del 2005 passando per Di Pietro e Casini sono tante le incognite che ostacolano il percorso di Vendola. Se la posizione di Boccia è facilmente comprensibile (benchè si lamenti di settori che sono stati gestiti dal PD, e lui guarda caso è del PD) e diciamo è abbastanza istintiva ancora più un enigma è la posizione di Di Pietro. Questo si lamenta degli scandali sanità ma non ha alcuna remora ad allearsi al PD con un candidato alternativo a Vendola. Allora non è come vogliono farci credere, non è che non vogliono Nichi per gli scandali della sanità targati PD, non vogliono Nichi per antichi rancori risalenti al 2005 e tentano di cammuffare questo passando per i cultori della legalità.

Con Casini il discorso è un po più complicato. Perchè non vuole Vendola quando quest'ultimo ha dato il suo pieno appoggio all'elezione di candidati centristi come Florido o Ferrarese? Perchè la gente di sinistra deve sempre votare i centristi senza alcun problema e questi devono fare le prime donne quando potrebbero votare uno di sinistra?

Ma Casini, dicci una cosa, ma non è che sotto sotto non vuoi Vendola perchè c'è il niet vaticano sul supporto ad un candidato GAY ?

Antonio F.