http://www.lsdmagazine.com/wp-content/uploads/2009/04/bari-michele-emiliano.jpgIl Partito democratico pugliese conferma la propria scelta per la candidatura di Nichi Vendola per il centrosinistra alle elezioni regionali del prossimo marzo. La decisione è stata presa nel corso di una riunione della segreteria del partito allargata ai consiglieri regionali e ai parlamentari, svoltasi nel pomeriggio a Bari e conclusasi in serata. Quella di Vendola – è stato detto a conclusione della riunione – è una scelta che giunge naturale, lungo il percorso tracciato dal partito nella recente fase congressuale. Vendola viene così proposto dal Pd e offerto al tavolo dell’alleanza del centrosinistra e dell’Alleanza meridionalista. Stasera stessa sarà convocato il tavolo politico del centrosinistra allargato all’Udc e si valuteranno i programmi condivisi e anche le proposte di candidatura.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Il presidente regionale del partito e sindaco di Bari, Michele Emiliano, in proposito ha detto che l'Udc deve chiarire il motivo del proprio veto su Vendola, perchè se questo ci deve essere – ha affermato – deve essere politico e sui programmi. Ma l’impegno congiunto di Emiliano e del segretario regionale, Sergio Blasi, è di fare in modo che la candidatura di Vendola possa essere accolta dall’Udc e anche dall’Idv. Anche il partito di Di Pietro, infatti, nei giorni scorsi aveva dichiarato la propria contrarietà a correre per le regionali in una lista che vedesse Vendola candidato presidente.

La scelta di confermare Vendola – è stato precisato – è stata fatta considerando che il presidente uscente è la figura più rilevante del centrosinistra pugliese e che su di essa è stata incentrata la campagna elettorale congressuale del Pd in Puglia, che vedeva concordi tutti i candidati delle diverse mozioni. Bocciare Vendola – è stato il ragionamento – avrebbe comportato bocciare il lavoro del centrosinistra.

Da subito, quindi, il Pd avvierà il confronto politico e programmatico con le altre forze, l’Udc e l’Idv. Del partito di Di Pietro – è stato rilevato – si condividono punti del manifesto programmatico che comprende tra l’altro un no al nucleare e un no alla privatizzazione dell’acqua. «Il lavoro e la fatica della politica – ha detto Blasi – dovrà portare a confrontarci con tutte le forze che hanno a cuore gli interessi del Mezzogiorno».

(C) Lagazzettadelmezzogiorno.it

Il Partito democratico pugliese conferma la propria scelta per la candidatura di Nichi Vendola per il centrosinistra alle elezioni regionali del prossimo marzo. La decisione è stata presa nel corso di una riunione della segreteria del partito allargata ai consiglieri regionali e ai parlamentari, svoltasi nel pomeriggio a Bari e conclusasi in serata.

Quella di Vendola – è stato detto a conclusione della riunione – è una scelta che giunge naturale, lungo il percorso tracciato dal partito nella recente fase congressuale. Vendola viene così proposto dal Pd e offerto al tavolo dell’alleanza del centrosinistra e dell’Alleanza meridionalista. Stasera stessa sarà convocato il tavolo politico del centrosinistra allargato all’Udc e si valuteranno i programmi condivisi e anche le proposte di candidatura.

Il presidente regionale del partito e sindaco di Bari, Michele Emiliano, in proposito ha detto che l'Udc deve chiarire il motivo del proprio veto su Vendola, perchè se questo ci deve essere – ha affermato – deve essere politico e sui programmi. Ma l’impegno congiunto di Emiliano e del segretario regionale, Sergio Blasi, è di fare in modo che la candidatura di Vendola possa essere accolta dall’Udc e anche dall’Idv. Anche il partito di Di Pietro, infatti, nei giorni scorsi aveva dichiarato la propria contrarietà a correre per le regionali in una lista che vedesse Vendola candidato presidente.

La scelta di confermare Vendola – è stato precisato – è stata fatta considerando che il presidente uscente è la figura più rilevante del centrosinistra pugliese e che su di essa è stata incentrata la campagna elettorale congressuale del Pd in Puglia, che vedeva concordi tutti i candidati delle diverse mozioni. Bocciare Vendola – è stato il ragionamento – avrebbe comportato bocciare il lavoro del centrosinistra.

Da subito, quindi, il Pd avvierà il confronto politico e programmatico con le altre forze, l’Udc e l’Idv. Del partito di Di Pietro – è stato rilevato – si condividono punti del manifesto programmatico che comprende tra l’altro un no al nucleare e un no alla privatizzazione dell’acqua. «Il lavoro e la fatica della politica – ha detto Blasi – dovrà portare a confrontarci con tutte le forze che hanno a cuore gli interessi del Mezzogiorno».
Il Partito democratico pugliese conferma la propria scelta per la candidatura di Nichi Vendola per il centrosinistra alle elezioni regionali del prossimo marzo. La decisione è stata presa nel corso di una riunione della segreteria del partito allargata ai consiglieri regionali e ai parlamentari, svoltasi nel pomeriggio a Bari e conclusasi in serata.

Quella di Vendola – è stato detto a conclusione della riunione – è una scelta che giunge naturale, lungo il percorso tracciato dal partito nella recente fase congressuale. Vendola viene così proposto dal Pd e offerto al tavolo dell’alleanza del centrosinistra e dell’Alleanza meridionalista. Stasera stessa sarà convocato il tavolo politico del centrosinistra allargato all’Udc e si valuteranno i programmi condivisi e anche le proposte di candidatura.

Il presidente regionale del partito e sindaco di Bari, Michele Emiliano, in proposito ha detto che l'Udc deve chiarire il motivo del proprio veto su Vendola, perchè se questo ci deve essere – ha affermato – deve essere politico e sui programmi. Ma l’impegno congiunto di Emiliano e del segretario regionale, Sergio Blasi, è di fare in modo che la candidatura di Vendola possa essere accolta dall’Udc e anche dall’Idv. Anche il partito di Di Pietro, infatti, nei giorni scorsi aveva dichiarato la propria contrarietà a correre per le regionali in una lista che vedesse Vendola candidato presidente.

La scelta di confermare Vendola – è stato precisato – è stata fatta considerando che il presidente uscente è la figura più rilevante del centrosinistra pugliese e che su di essa è stata incentrata la campagna elettorale congressuale del Pd in Puglia, che vedeva concordi tutti i candidati delle diverse mozioni. Bocciare Vendola – è stato il ragionamento – avrebbe comportato bocciare il lavoro del centrosinistra.

Da subito, quindi, il Pd avvierà il confronto politico e programmatico con le altre forze, l’Udc e l’Idv. Del partito di Di Pietro – è stato rilevato – si condividono punti del manifesto programmatico che comprende tra l’altro un no al nucleare e un no alla privatizzazione dell’acqua. «Il lavoro e la fatica della politica – ha detto Blasi – dovrà portare a confrontarci con tutte le forze che hanno a cuore gli interessi del Mezzogiorno».