Emiliano non si fa tirare per la giacchetta. Le indiscrezioni secondo cui il sindaco di Bari nonché presidente del Pd potrebbe disarcionare Nichi Vendola e mettersi a correre per diventare governatore della Puglia sotto le bandiere di un centrosinistra allargato innanzi tutto all´Udc, si sciolgono come neve al sole. Qualora qualcuno, soprattutto all´interno dei democratici, avesse ancora dei dubbi, il Gladiatore ripete di essere «indisponibile ad accettare qualsiasi incarico o candidatura che preveda le mie dimissioni da primo cittadino».

{affiliatetextads 1,,_plugin}Dunque, per Lungomare Nazario Sauro, Nichi for ever. Anzi, aggiunge Emiliano, «spero che scenda in campo ufficialmente alla convention di domenica». Quando alla Fiera del Levante, Vendola racconterà «luci e ombre» dell´esperienza di governo che si concluderà con le elezioni di marzo 2010. E che lo stesso Vendola vuole bissare. Emiliano, a questo punto, rilancia: «Sono pronto ad occuparmi personalmente dell´organizzazione della sua campagna elettorale». Come stanno le cose, tuttavia, l´ostacolo più arduo da superare si chiama Udc: sembra orientato a replicare il "modello Brindisi" (alle ultime provinciali l´intesa fra riformisti e unione di centro fece saltare fuori dal cilindro l´industriale Massimo Ferrarese ancorché il notaio Errico era al primo mandato e avrebbe potuto essere confermato alla guida dell´esecutivo). Se questa regola del gioco - quella della "discontinuità" - continuasse ad essere applicata, inevitabilmente dovrebbe esserci l´uscita di scena da parte di Vendola. «Siamo al prendere o lasciare» insistono negli ambienti udc. Il coordinatore Angelo Sanza punta il dito nei confronti del Pd: «Come il pivot nel basket, deve essere in grado di costruire la nuova alleanza.

Nei riguardi di Vendola non c´è niente di personale, ma dopo cinque anni all´opposizione è impensabile ricominciare proprio da Vendola». Le alternative? Tra i moderati che si preparano alla conferenza programmatica di venerdì e sabato, già circola da un po´ di tempo una rosa di almeno cinque nomi - sono quelli di imprenditori, professori universitari, manager - che potrebbero nelle intenzioni dei Casini boys, fare dimenticare Nichita il Rosso. Comunque andrà a finire, l´impressione è che difficilmente l´Udc marcerà da sola verso le urne: questo perché ritrovarsi in una coalizione (di destra o di sinistra, non cambia granché) le permetterebbe di guadagnare sette, forse otto consiglieri regionali. Un plotone destinato invece, ad essere dimezzato qualora si scegliesse di percorrere la via dell´"esilio".

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