A parte una reprimenda sul contratto etico che non offre giuste garanzie di lavoro per i ragazzi che tornano in Puglia e sui ritardi della Regione Puglia sul Par (il piano attuativo regionale per accedere ai fondi Fas) che ancora non ottiene il placet del governo Berlusconi, Adriana Poli Bortone ieri durante la presentazione della bozza di programma per le elezioni regionali 2010 ha utilizzato spesso le stesse parole, lo stesso tono che il governatore Nichi Vendola utilizza per raccontare del ratto continuo al quale Raffaele Fitto, ministro pugliese per gli affari regionali, assiste inerme. Dovevano essere avversari certi alle prossime elezioni regionali del 27 marzo 2010, ora lo scenario è cambiato, e molte sorprese potrebbero esserci all’orizzonte.

Senatore Poli Bortone, lei e Nichi Vendola utilizzate gli stessi termini quando si parla dei problemi della Puglia. Siete più simili di quanto non si voglia credere.
{affiliatetextads 1,,_plugin}Io non conosco i termini con i quali parla Nichi Vendola: lo leggo e lo ascolto attraverso i media. Fa piacere ascoltare una persona colta, a prescindere dall’appartenenza partitica. Io non so che programmi abbia: lui ha un limite, deve rendicontare quello che è stato fatto in cinque anni alla Regione. Da parte mia ho una situazione un po’ più facile: posso parlare di programmi ma abbiamo avuto il buon senso con il professor Salinas di rimanere nell’ambito dei programmi realmente realizzabili. Nichi Vendola deve innanzitutto rendere conto di quello che è stato fatto, di come è stato fatto e poi semmai dire anche cosa vuol fare nel futuro.

Quali sono gli scenari che si posso prefigurare? Costituire un unico schieramento che comprenda tutte le forze comprese tra Io Sud e il movimento politico di Nichi Vendola è qualcosa di immaginabile o pura utopia?
In politica ci deve essere sempre una punta di utopia. Questo non significa che io stia ipotizzando un movimento dove ci possa essere di tutto e di più, anche perché ciascuno di noi ha i suoi valori di riferimento. Qualche difficoltà di riferimento valoriale ci sarebbe. C’è un’idea progettuale da parte nostra che vogliamo condividere con i pugliesi tutti, dagli imprenditori alle categorie professionali. Vedremo nell’arco di questo mese che tipo di convergenze su questi obiettivi ci possono essere. Ma un punto di partenza da valori comuni di riferimento è necessario.

Ma un punto di partenza valoriale non c’è: avete solo una cosa in comune. La Puglia e l’idea di un Sud moderno. Lei è una donna di Destra, Nichi Vendola è un Comunista.
Serve un sentire comune attorno ai valori. Oggi io sono vicinissima ad esempio all’Udc sulla questione del crocefisso nelle scuole, non certamente vicina alle posizioni dell’ultrasinistra.

Ma le culture altre vanno rispettate..
Io le rispetto, ma questo non significa che io vado a fare le alleanze con chi ha una cultura differente dalla mia.

State aspettando ancora di incontrarvi lei e Nichi Vendola? Avete bisogno ancora di tempo?
Io e lui non ci siamo mai incontrati, l’ho letto sui giornali che ci siamo incontrati ma non è vero. Non abbiamo mai parlato di percorsi comuni in politica.

Attende un invito?
Io non aspetto niente, io faccio il mio percorso. Ho lavorato per due mesi insieme con altri su un programma. Adesso lo offriamo all’attenzione degli altri, se qualcuno ci vuol dire che c’è qualcosa fatta bene o fatta male ce lo dica, troverà il modo per farcelo sapere. Io non prefiguro mai niente da prima, per me anche la politica è in progress, specie in questo momento.

Antonella Ardito - Barilive.it