Alla fine, il lancio della candidatura della senatrice salentina, Adriana Poli Bortone, fondatrice di «Io Sud», alla guida della Regione Pu­glia è arrivato. Lunedì, a Bari, si è riunito lo stato maggiore dei tanti movimen­ti che andranno a comporre la «Fede­razione per il rinascimento del Sud» alla quale partecipano i rappresentan­ti di 23 associazioni che sono arrivati da tutto il Mezzogiorno. Prime fra tut­te: Lega Meridionale, Io Sud, Per il Sud unite con Calabria Libera, la Grande Lucania e «gli amici del movi­mento campano». Quando il coordi­natore pugliese di «Io Sud», Rosario Polizzi (ex An) ha preso la parola, ha immediatamente lanciato la propo­sta: «Noi rivendichiamo la candidatu­ra per Adriana Poli Bortone». Più tar­di, la senatrice ha parlato «di una pro­vocazione», ma la proposta ora è sul tavolo e con essa dovrà fare i conti l’Udc. Oltre all’intero centro sinistra, se intende perseguire quel «patto per il Mezzogiorno» - di cui anche l’ex mi­nistro Massimo D’Alema ha parlato ­che punta a tenere insieme tutti i sog­getti oggi all’opposizione del gover­no nazionale. Il nuovo movimento meridionalista si è presentato con proposte proprie alla costituente.

E su almeno una, intende avviare una petizione popolare, come ha spiegato Umberto Salinas dell’università di Ba­ri: «Noi partiamo dall’assunto che il sistema infrastrutturale nel Mezzo­giorno, come pure i servizi erogati, si­ano peggiori rispetto al Nord. E poi­ché le tasse vengono pagate proprio in funzione di questo è evidente - vi­sto il divario - la necessità di costrui­re un regime fiscale diverso per il Sud con aliquote più basse rispetto al Nord». Se dal Nord «chiedono le gab­bie salariali noi - ha spiegato Poli Bor­tone - chiediamo le gabbie fiscali, pa­gando in rapporto alla quantità e qua­lità dei servizi che abbiamo, sino a quando non decideranno di fare vera­mente una perequazione infrastruttu­rale per il Sud Italia». L’organismo di­rettivo costituente lascerà autono­mia decisionale alle singole Regioni, è stato anche spiegato, per eventuali apparentamenti di carattere politico.

Lunedì, infine, a Bari per il novantesi­mo anno della fondazione di Confcoo­perative si è tenuto un intenso con­fronto - organizzato dal presidente di Concooperative Puglia, Giacomo Rug­gieri - al quale hanno partecipato il vicecapogruppo del Pdl al Senato, Ga­etano Quagliariello, e l’economista Nicola Rossi, oltre al presidente della Conferenza episcopale pugliese, mon­signor Francesco Cacucci, sul tema dell’enciclica Caritas in veritate. A margine, Quagliariello ha spiegato che per quanto riguarda il candidato del Pdl alle regionali «l’istruttoria è stata conclusa. Ora spetta ai leader lo­cali assumersi la responsabilità delle scelte». Rossi è invece tornato sulla banca del Sud, «una buona idea affo­gata in mezzo ad altre idee meno buo­ne: l’idea buona è quella di dare una ossatura alle Bcc, che a volte sono troppo piccole per rispondere alle ne­cessità dell’imprenditoria locale». Le idee meno buone sono «la presenza dello Stato: l’esperienza del passato è semplicemente tragica. Così come è poco ragionevole la presenza di Po­ste: allo stato attuale non è una banca e non si capisce perchè Poste dovreb­be lavorare con la banca del Sud e non con altre banche».

Lorena Saracino - Corrieredelmezzogiorno.it