L'on. Lorenzo Ria lascia il PD, tra poche ore l'approdo al PDL

L'on. Lorenzo Ria lascia il PD, tra poche ore l'approdo al PDL

L'onorevole (mica tanto poi) Lorenzo Ria lascia il PD per approdare tra poche ore nel PDL. Si propone con tutta la sua prorompenza la mercificazione della politica, una politica dove a farlo da padrone sono i mercenari che per definizione si vendono e lavorano per l'offerta più alta...

Quale sia stato il percorso politico e perchè no anche interiore che lo abbia portato a questa scelta non ci è dato sapere. Possiamo però immaginare quello che è successo, è stato vittima della sindrome della prima donna. Quando era Presidente di Provincia era la cosiddetta prima donna, ora da "semplice" parlamentare si vede che nessuno lo corteggia e quindi la scarsa attenzione nei suoi confronti lo spinge a fare cose che nessun salentino avrebbe mai immaginato. Passare con AN-FI dopo che per quindici anni è stato avversario del centrodestra.

Il discorso Ria-PDL era in campo da tempo grazie alla mediazione dell'altro onorevole Fitto che non avendo candidati spendibili per la competizione provinciale ha pensato bene di procurarsene uno prendendolo dall'altra sponda. Da semplice commentatore però non posso che essere maligno e pensare: ma vuoi vedere che a Ria è stata promessa la candidatura alle prossime regionali? Perchè penso che per le provinciali la strada sia comunque abbasanza difficile per i voltagabbana come lui.

Già ce li vedo i militanti e l'elettorato di destra che lo ha combattuto per quindici anni trovarselo in casa tutto d'un colpo e andare pure a votarlo. La domanda da porsi è: cosa vuole più Ria di quello che ha avuto? E' stato Presidente di Provincia per due legislature, è stato eletto parlamentare con le suppletive del 2005 e da allora siede negli scranni parlamentari, grazie anche al fatto che D'Alema (che oggi contesta) spostò il suo seggio a Bari-Bitonto per fare in modo da farlo eleggere in un collegio sicuro. Allora caro Ria qual'è il tuo obiettivo oggi? Forse la Regione Puglia?

Ne vedremo delle belle di certo, ma ciò che scaturisce da questa triste faccenda è una sola cosa: che la coerenza politica in Italia è un optional. Ciò che conta è sempre la cara e rassicurante poltrona.