Il Pd di Blasi sdogana senza se e senza ma, Nichi Vendola nei panni di candidato del centrosinistra alle regionali 2010. L´Idv non sbatte la porta in faccia al leader di Sinistra e libertà, che vorrebbe bissare il successo del 2005. Quanto al rivoluzionario gentile, assicura di volere «costruire una nuova coalizione» per «tenere in vita e arricchire l´esperienza del cambiamento» che va in scena nel tacco d´Italia ormai da quasi cinque anni a questa parte. Da ieri è lo stesso Vendola a «prendere l´iniziativa», come gli aveva suggerito Massimo D´Alema. Il governatore incontra una delegazione del Pd e poi un´altra, dell´Italia dei valori. Per i democratici, fanno capolino nel quartier generale di lungomare Nazario Sauro il segretario in pectore Sergio Blasi e l´ex europarlamentare Enzo Lavarra. Il faccia a faccia va avanti per poco più di mezz´ora. Blasi, all´uscita, assicura che Nichi «lavorerà per mettere in piedi un´alleanza larga». A cominciare da quella con i «ceti moderati», che non vogliono marciare alla volta della «destra caserma di Berlusconi e Fitto».

{affiliatetextads 1,,_plugin}Ogni riferimento all´Udc non sembra casuale. Un partito, quello di Pierferdinando Casini, i cui dirigenti però ripetono che è «alternativo a Vendola». Trovare la quadra non sarà facile, ma il capo dei riformisti appare fiducioso: «Vendola come competitore l´anno prossimo per la presidenza della Regione è un fatto acquisito». Più chiaro di così. E´ inevitabilmente spigolosa, subito dopo, la chiacchierata col coordinatore dell´Idv, l´onorevole Pierfelice Zazzera, e il consigliere regionale Giacomo Olivieri. I dipietristi non sono mai teneri nei riguardi di Nichita il Rosso. «Le distanze fra di noi potrebbero accorciarsi se, per esempio, Vendola scegliesse di rimuovere tutti i manager della sanità che risultano indagati. Giacché il rischio è quello di affrontare una campagna elettorale sotto la spada di Damocle delle inchieste giudiziarie» spiega Zazzera, che tuttavia proprio a proposito di Vendola non digrigna i denti come al solito: «Quello con il presidente è stato un confronto utile. Ad oggi non si può dire che sarà sostenuto dall´Italia dei valori, ma cambiare idea non è peccato». Della serie: voglio (assecondarlo), ma per ora non posso.

Vendola, affiancato da Nicola Fratoianni, alla fine della mattinata è soddisfatto. Col Pd fa sapere di avere un «rapporto molto buono, di lealtà e solidarietà politica». Con l´Idv la relazione è «franca e feconda». Nonostante le tensioni del passato. «Ma chi governa deve anche capire quali sono i passi da correggere e gli errori da superare» concede ai "carissimi nemici" capeggiati dall´eclettico Tonino da Montenero.

L´eventuale patto con l´Udc è il capitolo più delicato di questa storia. Vendola mette le mani avanti: «Io non impongo niente, ma non intendo subire veti». L´obiettivo, piuttosto, è quello di tirare su «un edificio» in grado di accogliere «pezzi di ceto politico, di società e settori moderati che patiscono il centrodestra, considerato una realtà soffocante». Del resto, aggiunge, dovrebbero stare dallo stesso lato della barricata «tutti quelli che sanno quali sono i danni inflitti al Mezzogiorno dal governo Berlusconi». A quel punto non resterebbe chiuso nel cassetto delle buone intenzioni, il sogno di realizzare un «grande accordo» per «difendere gli interessi del Sud» ed «esaltare la centralità della questione morale».

Sono - Medidione e legalità - le due facce della medaglia che Vendola sventolerà davanti agli occhi di tutti i potenziali compagni di viaggio e che esibirà domenica 15, quando alla Fiera del levante «racconterò quanto ho vissuto, fra luci e ombre. Sarà un appuntamento doveroso». Per dare il via, ufficialmente, alla corsa verso la riconquista del governatorato all´ombra delle insegne dei progressisti, a partire da quelle di Sinistra e libertà. Vendola sorride: «Il mio movimento ha in Puglia un consenso significativo».

La corsa alle regionali non è ancora partita eppure sono già iniziate le manovre sotterranee. Il totocandidati impazza e si moltiplicano i contatti per avere un posto nella lista dei candidati al Consiglio regionale. Tante voci, dunque.
In mezzo a questo turbinio di indiscrezioni, un posto di tutto rispetto se lo ritaglia un’ipotesi che sembra già avere basi piuttosto solide. Ovvero, Massimo Ostillio, ex assessore regionale al Turismo, ex sottosegretario alla Difesa nel governo presieduto da Massimo D’Alema, potrebbe essere il capolista in provincia di Taranto dei «Moderati per Vendola».

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''L'Idv non pone pregiudiziali sulle persone. Vuole un confronto sui contenuti e per noi i contenuti sono la sanità, la gestione dei rifiuti, la salute dei cittadini e l’ambiente, la ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese”. Lo ha detto il segretario regionale dell’Idv, on.Pierfelice Zazzera, a conclusione dell’incontro avuto oggi con il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in vista delle regionali.

“Su questi temi – ha detto Zazzera – abbiamo avuto un confronto lungo, serrato. Ci sono alcune differenze. Io penso che le differenze sono sempre superabili se queste vanno nell’interesse dei cittadini pugliesi. Certamente oggi dire che Idv sostiene la candidatura del presidente Vendola non è corretto”.

{affiliatetextads 1,,_plugin}Oggi, secondo l’Idv, “bisogna costruire un fronte che faccia muro rispetto ad un progetto eversivo nel nostro Paese. Le vicende del Lazio ci preoccupano, la possibilità che qualcuno nell’ombra possa ricattare e indebolire il fronte dei democratici è assolutamente reale quindi anche in Puglia dobbiamo pensare a costruire un fronte ampio e a mio giudizio questo fronte ampio non può non tenere dentro l’esperienza del presidente Vendola, questo fronte ampio deve essere unito e deve parlare anche a quel mondo di società civile che è rimasto deluso e che va coinvolgo”. Certamente – secondo Zazzera – “va anche allargato il dialogo a quelle forze che stavano nel centrodestra e che ne hanno preso le distanze e con l’Idv in Parlamento costituiscono l’asse di opposizione”.

Con Vendola - ha sottolineato Zazzera - “ci sono differenze perchè in questi quattro anni e mezzo ci siamo parlati poco, forse ci siamo parlati troppo sui giornali. Noi non abbiamo avuto responsabilità di governo per cui abbiamo anche conosciuto poco quello che questa amministrazione ha fatto. Ovviamente ribadisco la pregiudiziale sul nome Vendola l'Idv non può e non la mette”. “Certamente – ha aggiunto – noi continuiamo a lavorare per costruire una coalizione, un programma, il più ampio possibile, che possa essere condiviso. Sulla scelta del candidato ci sarà il momento opportuno, e lo discuteremo insieme”.

Boccia – è stato chiesto a Zazzera dai giornalisti – può essere un’alternativa al candidato Vendola? “L'on.Boccia – ha risposto Zazzera – è un deputato espressione del Pd se il Pd riterrà che l’on.Boccia possa essere una proposta all’on.Boccia spetta il compito, come per il presidente Vendola, di costruire una coalizione ampia, estesa, che coinvolga i soggetti della società civile e soprattutto che tenga dentro anche l'esperienza del presidente Vendola”. A quest’ultimo oggi l’Idv ha chiesto “segnali immediati di discontinuità con il passato che è possibile dare, per esempio con la rimozione di tutti i manager sanitari indagati”. “Sarebbe – ha evidenziato – un segnale importante che l’Italia dei valori potrebbe cogliere e che andrebbe nella direzione di un accorciamento delle distanze che ci sono ancora oggi tra questo governo regionale e l’Idv”. E a proposito dell’incontro convocato da Vendola per il prossimo 15 novembre, Zazzera ha detto:“Ho detto a Vendola che ritenevo affrettata questa scelta di correre in avanti su qualcosa che avremmo potuto condividere con più soggetti. I tempi si restringono e quindi in questi giorni dobbiamo valutare se c'è il terreno perchè altri soggetti, altre esperienze possano costruire questo programma”.

(C) La gazzetta del mezzogiorno

{affiliatetextads 1,,_plugin}BARI - «La candidatura di Vendola per me è un fatto acquisito». Lo ha detto Sergio Blasi, che dovrebbe essere proclamato eletto alla guida della segreteria regionale del Pd pugliese nell’assemblea che il partito terrà il prossimo 5 novembre. Blasi ne ha parlato con i giornalisti a conclusione dell’incontro avuto oggi con il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.

«C'era un pò di apprensione da parte mia – ha detto Blasi - nell’incontrare Nichi Vendola in una veste ufficiale, diversa da quella con cui l’ho incontrato in tutti questi anni. Sono molto emozionato e con un sentimento nuovo che ho avvertito».

«Dopo di che sul piano politico – ha aggiunto Blasi – abbiamo ragionato, abbiamo avuto conferma del lavoro che lui farà per costruire una alleanza larga che tenga conto dei ceti moderati di questa nostra terra, di chi non si sente in qualche modo a suo agio nella destra-caserma di Berlusconi e di Fitto e che prova a costruire proprio sui progetti e sui programmi una interlocuzione anche con il centrosinistra».

'La congiuntura internazionale sul piano economico e finanziario non può essere l'alibi dietro il quale nascondere una azione di Governo Nazionale che ancora non riesce a traghettare l'Italia fuori dalla crisi, sia in Europa che nel mondo. Si dibatte troppo e giustamente sulle politiche economiche da adottare, ma si lasciano le Regioni a combattere da sole perchè perseguano effettivamente un federalismo equo e solidale, soprattutto per le Regioni del Mezzogiorno d'Italia, alle quali spesso sono negati non solo i trasferimenti ordinari, ma anche quelli aggiuntivi europei'.

{affiliatetextads 1,,_plugin}E' questa la dichiarazione di Pino Lonigro, presidente del gruppo consiliare socialista alla Regione Puglia. Per Lonigro 'L'azione di Governo impressa alla Puglia da parte del Presidente Vendola e della sua Giunta, pur tra oggettive difficoltà, ha rotto l'accerchiamento in cui la congiuntura nazionale ed internazionale l'avevano stretta ed è oggettivo il dato che vede la Puglia, unica Regione del Sud, che avanza sul piano economico e produttivo. Come non richiamare le leggi e i provvedimenti positivi varati da questo Governo Regionale nel campo dell'agricoltura, del sociale, del lavoro, dell'ambiente, dell'urbanistica e della casa, della cultura, della scuola e della formazione, del turismo, dei trasporti, delle politiche energetiche e della salute.

Richiamarsi, da parte di qualcuno, a pubblicazioni che fondano la loro ricerca su parametri a volte non condivisi per esprimere valutazioni contro tendenza, spesso risulta pretestuoso e non corretto, anche nella prospettiva politica. Noi Socialisti, parte attiva di questo Governo Regionale e parte della Maggioranza che sostiene il Presidente Vendola, abbiamo dibattuto spesso, soprattutto in questo ultimo periodo, su come proseguire nella nostra azione politica, sia rispetto alle alleanze, sia rispetto alla individuazione del candidato Presidente, alla sua autorevolezza e alle qualità intrinseche che dovrebbe rivestire. I documenti, approvati all'unanimità, non ultimo quello del 19 ottobre u.s., ribadiscono una profonda convinzione dettata da tutti i dirigenti e compagni del PSI: "Pieno appoggio alla ricandidatura di Nichi Vendola a Presidente della Regione Puglia, per la quale il PSI auspica la più ampia convergenza delle forze politiche della coalizione di centro-sinistra quale premessa essenziale per l'allargamento ad altre forze politiche sulla base di un Progetto Puglia per il prossimo quinquennio".

redazione Teleradioerre

Autore:
ISPO S.R.L.

Committente/ Acquirente:
Corriere della Sera

Criteri seguiti per la formazione del campione:
CAMPIONE RAPPRESENTATIVO DELLA POPOLAZIONE ITALIANA IN ETA' DI VOTO PER SESSO,ETA', SCOLARITA', PROFESSIONE, AREA GEOGRAFICA, DIMENSIONE DEL COMUNE DI RESIDENZA

Metodo di raccolta delle informazioni:
Interviste telefoniche C.A.T.I. (computer assisted telephone interview)ELABORAZIONE DATI: SPSS- MARGINE DI APPROSSIMAZIONE 3,5%

Numero delle persone interpellate e universo di riferimento:
N. CASI :801 - UNIVERSO DI RIFERIMENTO: POPOLAZIONE ITALIANA RESIDENTE IN ETA' DI VOTO

Data in cui è stato realizzato il sondaggio:
Tra il 7/10/2009 ed il 8/10/2009


QUESTIONARIO

QUESITO n.1

Domanda : Come valuta l'operato complessivo del Governo fino a questo momento?.

Risposta:  1: molto positivamente 2: abbastanza positivamente 3: abbastanza negativamente 4: molto negativamente 5: non so (non leggere)

Se fosse pugliese Don Luigi Verze' voterebbe Nichi Vendola. "Un uomo di grandissimo valore, di grandissima cultura, in grado di trasmettere idee e calore.  Tutti segni del carisma che il Signore gli ha dato", cosi dice il sacerdote fondatore del San Raffaele a proposito del presidente della Regione Puglia. I due si sono incontrati oggi a Milano per la presentazione del progetto del San Raffaele del Mediterraneo a Taranto. Non e' mancato un endorsement in vista delle Regionali di marzo.

"Lo dovete eleggere ancora presidente della Regione Puglia. Almeno per altri 5 o 10 anni", ha detto Don Verze' alla platea di pugliesi in visita nella sua struttura milanese. "Volete il San Raffaele a Taranto? Allora fate votare Vendola! La mia non e' propaganda, non c'entrano destra e sinistra, io sono per l'idea. E l'idea e' l'uomo, il valore dell'uomo e la sua santita'", afferma Don Verze'. "Anche Berlusconi mi ha detto che stima molto Vendola - continua il sacerdote - ritiene che sia una persona per bene". Per Don Verze' non c'e' nessuna contraddizione: "Io credo alla santita' dell'uomo. E sia Berlusconi sia Vendola possiedono un fondo di santita'". E fa una promessa: "Se i pugliesi non saranno cosi' illuminati da rieleggerti - ha detto rivolto allo stesso Vendola - io ti nominero' comunque presidente del San Raffaele del Mediterraneo".

«Faccio gli auguri di buon lavoro a Sergio Blasi neoeletto segretario regionale del PD. C’è molto da fare nella nostra regione, dobbiamo rimettere insieme i cocci di un centrosinistra squassato dalla questione morale. Dobbiamo uscire da una fase di autoreferenzialità e da un overdose di potere che ci ha fatto allontanare dai cittadini. Speriamo sia l’inizio della fine dei potestà pugliesi, unti dal signore, che invece di unire hanno diviso il centrosinistra, creato conflittualità, gestito il potere fine a se stesso». A dichiararlo all’indomani del congresso del Partito Democratico è l’on. Pierfelice Zazzera, coordinatore regionale dell’Italia dei Valori Puglia.

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Sergio Blasi (mozione Bersani) pur non superando il 50 per cento dei voti alle primarie, è il nuovo segretraio pugliese grazie alla maggioranza dei delegati all'assemblea regionale. Dietro Blasi il segretario uscente, il sindaco di Bari Michele Emiliano. Terzo Guglielmo Minervini (mozione Franceschini) (di Lello Parise e Paolo Russo)...

Al termine di una giornata concitata con un risultato che ha visto Sergio Blasi della mozione Bersani sfiorare la soglia del 50%, lo scrutinio dei dati sui delegati avrebbe confermato la sua elezione a segretario del Pd pugliese. ''Il popolo delle primarie - ha detto Blasi in serata ai giornalisti - ha sancito che sono il segretario del Pd della Puglia'' rendendo noto di aver ricevuto le telefonate di Guglielmo Minervini (candidato per la mozione Franceschini) e del sindaco di Bari e segretario uscente Michele Emiliano che si era candidato alla riconferma fuori dalle mozioni nazionali.

''Incontrero' nelle prossime ore Minervini ed Emiliano - ha proseguito Blasi - perche' c'e' bisogno di mettere in campo subito un progetto di innovazione del Pd''. Da quanto si e' appreso Blasi avrebbe la maggioranza dei delegati a fronte del 49,12% dei voti a livello regionale, mentre Emiliano si e' attestato al 30,71% con uno scarto di 31mila voti, e Minervini al 20,16%.

E' da ricordare che Bersani ha ottenuto in Puglia il 57,78% dei voti delle primarie.

Il salentino Sergio Blasi (mozione Bersani) raccoglie il maggior numero di voti alle primarie di domenica: 81mila 948 (49 per cento). Secondo il sindaco di Bari Michele Emiliano con il 30,7 per cento (51mila 317). terzo l'assessore della giunta Vendola Guglielmo Minervini (mozione Franceschini): 20,2 per cento (33mila 736 voti). Per diventare segretario del pd pugliese Blasi dovrà ottenere il 50 per cento più uno dei delegati ecco perchè adesso sarà importante la ripartizione degli stessi delegati all'assemblea regionale formata da 126 membri. per evitare il ballottaggio blasi dovrebbe conquistarne 64.

Per la segreteria nazionale, su circa 100.000 schede scrutinate Bersani ha il 59,73% dei voti, Franceschini il 32,38 e Marino il 7,88. Per la segreteria regionale, i dati si riferiscono a circa la metà dei voti (78.083): Blasi ha il 58,42%, Michele Emiliano, sindaco di Bari e segretario regionale uscente non collegato ad alcuna mozione il 25% e Guglielmo Minervini il 16,57%

I risultati provincia per provincia
Sergio Blasi (mozione Bersani) vince la sfida delle primarie in cinque delle sei province pugliesi. solo in quella di Bari ha la meglio il sindaco del capoluogo e segretario uscente del Pd Michele Emiliano che ottiene il 43,6 per cento dei voti, mentre Blasi non va oltre il 33,4 per cento e Gugliemo Minervini (mozione Franceschini) raggiunge quota 22,9 per cento. Nella città di Bari in particolare, Emiliano sfiora quota 70 per cento: il 69,2, per la precisione. a Taranto, Blasi è al 56.5 per cento, Emiliano al 25,4 e Minervini al 18 per cento. A Brindisi, Blasi ha il 52,4 per cento, Emiliano il 32,2 e Minervini il 15,3. a Foggia, Blasi è al 56,9 per cento, Emiliano al 22,5 e Minervini al 20,4 per cento. Nella Bat, Blasi ha il 40,2 per cento, Emiliano il 31,5 e Minervini il 28,2 per cento. Infine nel Salento, Blasi conquista il suo miglior risultato con il 66,3 per cento, Emiliano ha il 18,4 per cento e Minervini il 15,2 per cento.

(C) Repubblica.it

Alla fine, il lancio della candidatura della senatrice salentina, Adriana Poli Bortone, fondatrice di «Io Sud», alla guida della Regione Pu­glia è arrivato. Lunedì, a Bari, si è riunito lo stato maggiore dei tanti movimen­ti che andranno a comporre la «Fede­razione per il rinascimento del Sud» alla quale partecipano i rappresentan­ti di 23 associazioni che sono arrivati da tutto il Mezzogiorno. Prime fra tut­te: Lega Meridionale, Io Sud, Per il Sud unite con Calabria Libera, la Grande Lucania e «gli amici del movi­mento campano». Quando il coordi­natore pugliese di «Io Sud», Rosario Polizzi (ex An) ha preso la parola, ha immediatamente lanciato la propo­sta: «Noi rivendichiamo la candidatu­ra per Adriana Poli Bortone». Più tar­di, la senatrice ha parlato «di una pro­vocazione», ma la proposta ora è sul tavolo e con essa dovrà fare i conti l’Udc. Oltre all’intero centro sinistra, se intende perseguire quel «patto per il Mezzogiorno» - di cui anche l’ex mi­nistro Massimo D’Alema ha parlato ­che punta a tenere insieme tutti i sog­getti oggi all’opposizione del gover­no nazionale. Il nuovo movimento meridionalista si è presentato con proposte proprie alla costituente.

E su almeno una, intende avviare una petizione popolare, come ha spiegato Umberto Salinas dell’università di Ba­ri: «Noi partiamo dall’assunto che il sistema infrastrutturale nel Mezzo­giorno, come pure i servizi erogati, si­ano peggiori rispetto al Nord. E poi­ché le tasse vengono pagate proprio in funzione di questo è evidente - vi­sto il divario - la necessità di costrui­re un regime fiscale diverso per il Sud con aliquote più basse rispetto al Nord». Se dal Nord «chiedono le gab­bie salariali noi - ha spiegato Poli Bor­tone - chiediamo le gabbie fiscali, pa­gando in rapporto alla quantità e qua­lità dei servizi che abbiamo, sino a quando non decideranno di fare vera­mente una perequazione infrastruttu­rale per il Sud Italia». L’organismo di­rettivo costituente lascerà autono­mia decisionale alle singole Regioni, è stato anche spiegato, per eventuali apparentamenti di carattere politico.

Lunedì, infine, a Bari per il novantesi­mo anno della fondazione di Confcoo­perative si è tenuto un intenso con­fronto - organizzato dal presidente di Concooperative Puglia, Giacomo Rug­gieri - al quale hanno partecipato il vicecapogruppo del Pdl al Senato, Ga­etano Quagliariello, e l’economista Nicola Rossi, oltre al presidente della Conferenza episcopale pugliese, mon­signor Francesco Cacucci, sul tema dell’enciclica Caritas in veritate. A margine, Quagliariello ha spiegato che per quanto riguarda il candidato del Pdl alle regionali «l’istruttoria è stata conclusa. Ora spetta ai leader lo­cali assumersi la responsabilità delle scelte». Rossi è invece tornato sulla banca del Sud, «una buona idea affo­gata in mezzo ad altre idee meno buo­ne: l’idea buona è quella di dare una ossatura alle Bcc, che a volte sono troppo piccole per rispondere alle ne­cessità dell’imprenditoria locale». Le idee meno buone sono «la presenza dello Stato: l’esperienza del passato è semplicemente tragica. Così come è poco ragionevole la presenza di Po­ste: allo stato attuale non è una banca e non si capisce perchè Poste dovreb­be lavorare con la banca del Sud e non con altre banche».

Lorena Saracino - Corrieredelmezzogiorno.it

''Non e' questo il tempo in cui si possano segnare limiti simbolici e pregiudiziali. E' sbagliato dire: mai con l'Udc e mai con Rifondazione''. Ne e' convinto il governatore pugliese Nichi Vendola, che in un'intervista alla Stampa propone ''una Grande Alleanza di tutti quelli che sono contro il populismo e intendono difendere la democrazia e la Costituzione''. ''Propongo di mettere insieme chi condivide l'idea che il primo e piu' pericoloso nemico della democrazia e' proprio il populismo incarnato da Berlusconi'', dice Vendola, che invita ad ''uscire dalla fiction, dal salotto di Porta a Porta per misurarsi su serio con la realta' drammatica del Paese''. Per il presidente della Puglia, Sinistra e Liberta' non puo' confluire nel Pd, perche' ''sarebbe il frutto di una rassegnazione e di una sconfitta, mentre penso che ci sono mille ragioni per l'esistenza di una forza a sinistra del Pd che oggi e' sfrangiata e che, se non ci fossimo noi, verrebbe risucchiata nelle sue nicchie identitarie'' ''Io non mi sento uno del Pd - sottolinea Vendola - ma voglio essere un suo interlocutore e penso che con Bersani questo processo si possa avviare seriamente''.

Un’intera giunta fantasma, presenti solo per onor di firma. Undici assessori della giunta Poli, Vicesindaco Perrone compreso, dichiarano in un documento a loro firma di essere stati completamente all’oscuro del più grosso affare-truffa immobiliare della storia del Comune di Lecce. 35 milioni di euro sono passati dalle tasche dei cittadini leccesi a quelle di non si sa bene chi, senza che nessuno ne sapesse nulla. Complimenti! Ottima prova di servizio alla Città, firmata da tutto il centrodestra, poliani compresi.

Quel documento certifica 12 anni di catalessi di centrodestra. Eppure non erano mancate le sveglie. Carlo Salvemini aveva sollevato il problema in consiglio comunale già all’epoca, Antonio Rotundo durante la campagna elettorale per le amministrative, mentre Perrone beatificava Adriana Poli Bortone. Successivamente io e Carlo avevamo richiamato l’interesse dell’informazione, in una conferenza stampa, sull’acquisto di quei palazzi. Io personalmente avevo presentato anche un’interrogazione parlamentare, tuttora senza risposta, al loro Governo per avere delucidazioni sulla legittimità di quella operazione.

Niente. Tutto inutile, il sonno era troppo profondo. A nessuno di questi signori è venuto in mente quantomeno di cercare di capire di cosa stessimo parlando. E oggi il risveglio. Ora con un triplo salto mortale carpiato tentano di tirarsi fuori da questa vicenda, firmando quel documento. Senza neanche rendersi conto di avere firmato, con quel documento, la certificazione della loro totale incapacità di amministrare la Cosa Pubblica. E mentre loro dormivano sonni profondi, i cittadini leccesi ne pagavano il salatissimo conto.

Mancano poco più di 150 giorni alla tornata elettorale primaverile, per le Regionali 2010, ma al netto di primarie, festività, ponti e imprevisti vari, essi si ridurranno vistosamente a un classico, scarno e impietoso quadrimestre. I tempi stringono e come sempre accade, quando la fretta si impadronisce dei ritmi e degli intervalli di riflessione, la tensione sale e l’irascibilità individuale tocca indici insolitamente esagerati.

Se non bastasse, il fuoco divampato è ulteriormente alimentato dalla battaglia congressuale nel Partito Democratico sul fronte del centrosinistra. Dall’insofferenza di larga parte del Popolo della libertà, per l’invadenza e il peso crescente della Lega. Nonché dalle vicende giudiziarie sulla Sanità che, in Puglia come altrove, travolgono trasversalmente entrambi gli schieramenti, fino a coinvolgere elementi di spicco del palcoscenico politico non solo locale.

Se Atene piange, quindi, Sparta non ride. Ai battibecchi nel pollaio democratico, destinati ad avere conseguenze sulla partita delle alleanze, così come sulla ricandidatura specifica di Nichi Vendola, fa da contraltare l’agguerrita battaglia che, più o meno in sordina e senza esclusione di colpi, si sta combattendo sul fronte del centrodestra per le candidature regionali. In questo contesto la Regione Puglia si conferma fronte nevralgico di ogni strategia.

Qui la presenza della Lega è tutt’oggi insignificante, pertanto la partita a destra si gioca ancora tra l’anima aennina del Pdl e quella forzista. Troppo rapida e troppo recente la fusione nell’unico nuovo organismo, per pensare all’archiviazione di logiche consolidate in tanti anni di militanza politica. Logiche che prevedono un rigoroso manuale Cencelli applicabile a ogni sorta di candidatura. Per cui, al di là delle formali dichiarazioni di facciata, se il candidato alle recenti Comunali a Bari è stato di area Forza Italia, il prossimo candidato alla Regione spetterà indicarlo ad Alleanza Nazionale.

Una prassi che, evidentemente, le esigenze, le ambizioni e le traversie della compagine fittiana, in Puglia, non rendono più praticabile. Soprattutto dopo che, nel capoluogo, il Palazzo di Città è rimasto inespugnato. Se ne era avuto sentore con le dichiarazioni ad alzo zero dell’On. Salvatore Tatarella, sulla serata d’inaugurazione “governativa” del Teatro Petruzzelli (a detta di molti fortemente voluta dal ministro Fitto). Se n’è letta la conferma con la raccolta di firme a sostegno della candidatura di Rocco Palese, quale contromossa all’indicazione autorevole per il giudice Stefano Dambruoso.

C’è burrasca anche nei mari del centrosinistra. Su ciascuno dei velieri l’impressione è che una sindrome piratesca si sia diffusa tra i diversi equipaggi. A quello del PD, particolarmente vivace da qualche mese a questa parte, la boa delle primarie ben presto indicherà il nuovo timoniere. Ma è dubbio che il passaggio riuscirà a placare gli animi in tempi brevi.
Tra bufere giudiziarie, perturbazioni congressuali, correnti minacciose, nonché venti incrociati e tiepidi ammiccamenti, le previsioni danno in arrivo un nebbione fitto sulla prossima primavera pugliese. All’orizzonte delle “idi di marzo”, navigare a vista potrebbe rivelarsi fatale in zone poco abituate alle foschie dense e impenetrabili da Pianura Padana. Se burrasca dovrà affrontarsi, allora, sarà il caso di cominciare ad abbassare i toni e prestare più attenzione alle indicazioni e alle ambizioni programmatiche dei rispettivi nocchieri.

E forse sarà il caso di tarare la bussola sulla domanda più solare, più nitida e più essenziale, per individuare la rotta da seguire: “La Puglia di oggi è migliore o peggiore di cinque anni fa?”.

Antonio Gelormini - Puglialive.it