Accordo Pd e Pdl, non ci sarà parità di accesso ai programmi

Accordo Pd e Pdl, non ci sarà parità di accesso ai programmi

Fino al 10 marzo nei Tg, Gr e altri format ci sarà prevalenza dei rappresentanti di Veltroni e Berlusconi.

ROMA - In questa prima fase della campagna elettorale, nei Tg, nei Gr e nei programmi di approfondimento informativo della Rai, le forze politiche avranno diritto alla parità di trattamento ma non alla parità di accesso: lo ha deciso la commissione di Vigilanza in base a due emendamenti identici, presentati dal Pd e dal Pdl, che hanno modificato il testo originario del regolamento per la par condicio, messo a punto dal radicale Marco Beltrandi che prevedeva appunto anche la parità di accesso tra le diverse forze politiche all'informazione Rai.

NO AL BILANCINO -In altre parole, almeno fino alla presentazione delle candidature (9-10 marzo), Porta a Porta, Annozero e Ballarò, ma anche i Tg e gli altri approfondimenti Rai potranno evitare di pesare con il bilancino le presenze dei vari soggetti politici: non dovranno cioè assicurare a tutte le forze politiche (28, secondo i calcoli emersi in Vigilanza), identico spazio. È una delle novità più rilevanti emersa nel dibattito in commissione di Vigilanza, che ha approvato questa sera all'unanimità (e dopo una lunga e accesa doppia seduta, pomeridiana e notturna) il regolamento per l'applicazione della par condicio nella prima fase della campagna elettorale, che arriva appunto fino alla presentazione delle candidature.

PROTESTE - Non hanno gradito i partiti minori: «C'è una maggioranza trasversale che sfregia la par condicio», ha commentato a caldo il relatore del provvedimento, il radicale Beltrandi, mentre dai Verdi Angelo Bonelli ha parlato di «prove di inciucio»

 

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